SPECCHIO MAGICO
Sito per Scrittori Esordienti di Esoterismo, Mistero e Spiritualità
Voglio fare lo scrittore
"Non è
luogo dove il libro non penetri.
Maestro di tutte le seduzioni, possiede tutte le maschere, parla tutti i
linguaggi, da quello dei gentiluomini a quello del trivio.
Si cela con sorriso procace tra due testi di scuola, si ostenta compunto e
pudibondo tra due manuali di ascetica..."
(da Dell'avvenire del romanzo in Italia, di Antonio
Fogazzaro).
Da quando avete l'età
della ragione pensate a voi stessi come novelli Hemingway, seduti al
tavolino di un caffè di Parigi in una giornata di primavera, mentre un
cronista estasiato vi pone la fatidica domanda che ogni scrittore, prima o
poi, si sente fare:
"Da dove trae l'ispirazione per i suoi meravigliosi libri?"...
Bene, adesso tornate
sulla terra e vediamo un po' di numeri, tratti dai dati ISTAT e da quelli
illustrati nel Rapporto sull'editoria italiana di Giuliano
Vigini, pubblicato ogni anno dalla Editrice Bibliografica di Milano. In
Italia ci sono (più o meno) 55 milioni di potenziali lettori; la metà di
queste persone dice di leggere almeno un libro all'anno, mentre le
altre affermano di non leggere mai, ma proprio mai, neppure un libro.
Tra i lettori certificati:
- un terzo legge da uno a tre libri l'anno,
- più della metà tra quattro e dodici libri,
- il resto, cioè lo "zoccolo duro" dei lettori forti, più
di dodici libri.
A soddisfare i bisogni di questi (scarsissimi) amanti della carta
stampata, ci sono più di cinquemila case editrici in lingua italiana
(comprese quelle di Vaticano e Canton Ticino); e non dobbiamo dimenticare
che molti di questi lettori comprano soprattutto libri tecnici, per
trovare informazioni legate strettamente alla loro professione, come
medici, avvocati, ingegneri, informatici, architetti, operatori
economici...
Credete ancora che la più grossa fatica sia scrivere un libro e che poi
l'iter della pubblicazione e della vendita sia tutto in discesa? Beh,
adesso non esageriamo, non correte a buttare il vostro libro nel
cassonetto della spazzatura (la carta va nel contenitore apposito per il
riciclo).
Scherzi
a parte, tutto questo non è per scoraggiarvi, anzi. Se vi chiamano illusi
perché volete fare gli scrittori e se, come il personaggio di Nessuno
scrive al colonnello di Gabriel Garcia Marquez, vi dicono che
"L'illusione non si mangia", date loro la stessa
risposta del colonnello: "Non si mangia, ma alimenta".
Tenetevi stretti i vostri sogni, però dovete anche essere pratici: perché
il mucchietto di pagine sciolte che rappresenta il vostro lavoro si
trasformi in un libro sullo scaffale di una casa, occorre percorrere ogni
passo di una lunga e spesso frustrante strada.
Qualcuno sostiene che non esistono capolavori rimasti nel cassetto, cioè
che un libro buono sicuramente prima o poi verrà pubblicato. Noi non
siamo d'accordo, perché ci sono mille motivi che possono indurre un
editore a rifiutare un libro a priori, dopo un esame veloce e
superficiale, magari anche solo un titolo che non piace, un argomento già
molto sfruttato (quindi scartato in partenza), una presentazione scritta
male (che irrita chi la legge) o una giornata con la luna storta.
Inoltre alcuni dattiloscritti- e questa è colpa solo degli scrittori
esordienti- vengono inviati senza badare all'aspetto, pensando solo al
contenuto, senza riflettere che il primo impatto l'Editore lo ha proprio
con il malloppo arrivato per posta. E un aspetto sciatto, pagine sporche e
spiegazzate che denunciano passaggi di mano, fogli sciolti che non stanno
insieme, errori a catena nel testo fanno fare brutta figura all'Autore.
Allora, dato che state tentando di vendere un prodotto (perché per un
editore il vostro adorato libro non è che un articolo commerciale),
presentatelo al meglio possibile. Così potranno dirvi di no per
quello che c'è dentro, non per quello che si vede fuori!
Calma, calma, stavamo scherzando...